Università "La Sapienza" di Pisa - Facoltà di Lettere e Filosofia
"Il linguaggio della pittura ermeneutica e la "chiffer" di Karl Jaspers"
Tesi di laurea discussa con lode da Pavao Zitko (Relatrice Prof.ssa Manuela Paschi) il 21febbraio 2012
“La pittura di Breccia si muove lungo lo spartiacque fra realtà e sogno. Essa si serve di intrecci architettonici e geometrici e va considerata come un prototipo di come si possono sintetizzare le contrattazioni di realismo e astrazione, di religione e antropologia”.
GUNTHER PETZOLD - 1984 - Stuttgart
“Spirito, luce, forma classica, bellezza, vita, morte, inferno eparadiso: sono questi gli argomenti della sua pittura, emozioni e concetti condivisi da tutta l’umanità. Nelle mani di altri artisti, una materia del genere potrebbe diventare artificiosa, stentorea, mortalmente monotona. Ma nelle mani di Breccia essa diviene affascinante, stimolante e piena di mistero, come quelle “forze supreme” che l’artista non manca di catturare
nei suoi dipinti”.
DANIEL GIBSON - 1992 - Santa Fe
“Pur nell’inesauribile varietà delle sue invenzioni pittoriche, delle sue sconcertanti soluzioni prospettiche, dei suoi imprevedibili moduli compostivi e delle sue inquietanti proposte tematiche, in ogni opera di Breccia è comunque immediatamente riconoscibile quella “firma interiore” che unifica il molteplice e che è appannaggio esclusivo dei veri Capiscuola”
MARISA DEL RE - 2003 - Palermo
“Breccia ci obbliga ad affondare fino al “ground zero” della nostra cultura. Ci obbliga come pochi artisti moderni riescono a fare, ma il suo comando non è profetico, neppure negli squarci più visionari. E’ il contrario del profetismo; nasce da un sublime bricolage nel quale ogni tratto, ogni forma, ogni gesto, anche quelli di sapore più antico e familiare, tentano audacemente una novità. E ce ne impongono l’interpretazione”.
PIALUISA BIANCO - 2004 - Bruxelles
“La pittura ermeneutica, dunque, come evento della speranza, della verità, come autentica svolta non già verso l’essere (alla maniera del secondo Heidegger), ma verso l’essere dell’ uomo e dell’ arte. Uomo e arte, uomo e pittura: sono queste le endiadi da cui partire per tornare a vivere. La pittura ermeneutica e Pier Augusto Breccia sono gli interpreti più autentici di tale conversione.
ELIO MATASSI - 2004 - Roma
